Che l’educazione sia fatta soprattutto di quotidianità anche laddove mai più penseremmo di essere fonte di chissà quale spunto educativo, non dovrebbe essere un mistero. È, infatti, proprio in quei frangenti, quando cioè meno ce lo aspettiamo, che mettiamo le basi per l’educazione e il modo di vivere da grandi dei nostri bambini. Minuscoli errori, impercettibili leggerezze, minime sbavature, possono valere negativamente quanto modi di fare grossolani e plateali errori. Allo stesso modo, fortunatamente, anche piccoli particolari positivi, piuttosto che dettagli apparentemente impercettibili, possono avere una valenza formativa incommensurabile.

L’alimentazione non sfugge a questi principi dell’educazione in generale. Una sana colazione, una corretta rotazione dei cibi, un’adeguata ripartizione dei costituenti nutrizionali, rappresentano solo alcuni esempi per indicare quanto sia importante impostare l’alimentazione quotidiana. Si impara a ritenere normale ciò che si ha sotto gli occhi ogni giorno, senza inizialmente comprenderne il valore.

Imparare a mangiare correttamente non deve essere inteso unicamente come un benefit per la propria salute, ma anche un vantaggio che ricade sulle persone che ci circondano, le quali hanno modo, magari inconsapevolmente, di apprendere e fare proprio. In fondo, fare ciò non rappresenta un onere in più rispetto al perseguimento di una sana alimentazione, perché si tratta esclusivamente di comportarsi correttamente, auspicando che chi veda questo comportamento lo acquisisca come un dato di fatto. Più o meno come le norme che regolano la convivenza civile e le buone consuetudini.

In un mondo in cui le grandi multinazionali della ristorazione e della produzione alimentare cercano spasmodicamente di radicare i propri prodotti nella quotidianità dei più giovani, è indispensabile pensare ad sana alimentazione come ad un bene imprescindibile. Diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, gotta, sovraccarico del fegato, sono solo alcune delle patologie che possono instaurarsi in caso di alimentazione scorretta. L’aumento vertiginoso di tali patologie, strettamente correlate con il benessere, deve farci meditare sull’opportunità di porvi un freno, a partire con la riscoperta della genuinità e la sobrietà.

Per noi e per quanti ci stanno accanto.