Il Manuale di sopravvivenza per dimagranti ® – Uno, anzi due dei tanti “diari di noi”

Il Manuale di sopravvivenza per dimagranti ® – Uno, anzi due dei tanti “diari di noi”

“Vecchio scarpone, quanto tempo è passato; quante avventure fai rivivere tu.”

 “Vecchio scarpone” (Gino Latilla)

 Ovvero che se un vecchio scarpone fa rivivere tante avventura…, pensa te quante ne può far rivivere un diario.

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Avevamo lasciato Rosalina e Margherita decise a mettersi un po’ in riga per vedere di buttar giù qualche chiletto. Pur partendo da due situazioni molto differenti (pochi chili da perdere per Margherita, per di più acquisiti in un tempo recente, e molti di più per Rosalina, da sempre in lotta con il peso) hanno entrambe ritenuto opportuno fare riferimento ad un dietologo. Non entro nel merito della scelta, in primo luogo per ovvi motivi di conflitto d’interesse, e in secondo luogo perché bisogna anche vedere chi hanno scelto come loro supporto professionale… Dunque, vediamo un po’, ho qui le schede: Rosalina ha scelto un medico vecchia maniera, un vero e proprio “Old Style Man”, tranquillo, comunicativo e conciliante… potrebbe andarle bene, vista la sua tendenziale ritrosia a mettersi a stecchetto; Margherita ha preso contatto con un medico estremamente entusiasta e molto attento agli aspetti tecnologici della sua professione, il che potrebbe esserle favorevole visto il soggetto tendenzialmente “giovane”.

Sarebbe bello conoscere gli esiti dei primi incontri delle nostre due “eroine”, cosa tutt’altro che impossibile, visto che ci hanno concesso l’onore di riproporci “live” quello che hanno scritto sul loro diario in riferimento al loro primo appuntamento. Come nel primo capitolo si avvicenderanno sul palco per raccontarci la loro esperienza: seguiamole.

Dal diario di Rosalina: “Caro diario, immagino ti faccia piacere respirare finalmente un po’ di aria fresca dopo tutto questo tempo chiuso nel baule con lo zainetto del liceo e le scarpette di danza classica, messe via con ancora addosso le ultime gocce di sudore e le ultime velleità di diventare étoile alla scala…

[Dai, mi ci vedete? Stefano Bolle che si strappa nel tentativo di sollevarmi e poi resta a terra spiaccicato sotto la sottoscritta? Chiedo scusa, torno al diario]

Ti avevo promesso che ti avrei tirato fuori dalla naftalina solo in presenza di una notiziona, per cui preparati: mi metto a dieta! Stavolta però faccio sul serio e non mi importa se scendo col contagocce come l’ultima volta: se avessi perseverato quattro anni fa adesso sarei rimasta su un peso sicuramente più decente di quello attuale. Ma tant’è, ormai sono qui e mica posso prendere il teletrasporto temporale e tornare indietro, no?

Inizierò col dirti che il dietologo mi ha fatto una bella impressione, anche se all’inizio mi è sembrato un po’ poco performante dal punto di vista mentale… pensa che mi ha chiesto per quale motivo volessi mettermi a dieta. Mi stava già partendo una delle mie rispostacce quando mi sono accorta che non mi stava prendendo in giro: era davvero curioso di sapere come mai avessi deciso, testuali parole, di rovinare quel capolavoro di corpo che mi era toccato in dono. “Uno dei nostri grossi errori è quello di omologare tutto e pensare che un corpo per essere bello debba solo essere magro; e invece un corpo esprime molto di più che le note di una bellezza statuaria. Un corpo come il suo esprime forza, accoglienza, protezione… Ah, che lavoraccio ingrato il mio.

Dopo una decina di minuti avrei voluto abbracciarlo per tutte quelle belle parole e dirgli che non intendevo più mettermi a dieta, ma che l’avrei comunque pagato il doppio del suo solito onorario solo per avermi fatto sentire tanto a mio agio e che potevamo andare avanti così per le prossime sedute. Tra l’altro mi ha solo pesato e stop, neanche una plica o una circonferenza: abbiamo parlato, parlato, parlato, parlato…

“Tuttavia dobbiamo pensare alla salute e cercare di perdere più peso possibile, perché troppi chili fanno male e di vita ne abbiamo solo una: meglio un po’ meno bella, ma almeno con qualche anno in più da spendere in buone condizioni fisiche”.

Dal diario di Margherita: “… e alla fine è saltato fuori che devo perdere solo sette chili! Mi ha pesata, misurata in tutte le direzioni e circonferenze possibili e immaginabili, mi ha messo su una bilancia spaziale che mi ha detto più cose lei di quante ne sapessi io di me stessa. Alla fine mi ha spiegato tutto per filo e per segno e credo proprio di avere trovato la persona giusta per me. Anche in anticamere è stato carino: mi ha sorriso e mi ha chiesto se avessi visto qualche altra persona perché stava aspettando una paziente e non capiva come mai non fosse ancora arrivata. Ma quella paziente ero io! Lo farà con tutte però è stato simpatico: poteva esordire con uno stiticissimo “prego” e invece è stato ca-ri-nis-si-mo!”

Dal diario di Rosalina “… allora io gli ho detto che se avesse continuato a non usare i savoiardi per il tiramisù avrebbe anche continuato a farsi del male con le sue stesse manine. Per cui l’accordo finale è stato che, alla prossima occasione, io avrei portato a lui il tiramisù e lui avrebbe taroccato la bilancia per farmi sentire subito più leggera.

Tra una cosa e l’altra non gli ho chiesto neppure quale dovrebbe essere il mio peso ideale, anche se penso che la sua filosofia sia diversa dalle solite: niente peso a cui arrivare, semmai un peso da cui allontanarci. Mi piace questa idea: il pensiero di sentirmi dire che dovevo perdere trenta chili mi avrebbe depresso piuttosto che ringalluzzirmi, o porca paletta ho scritto “ringalluzzirmi”! Perdindirindina ho scritto “porca paletta”! Accipicchiolina… ok, basta, non ho più tredici anni…”

Dal diario di Margherita: “…mediamente di un chilo alla settimana, ma questo succede per lo più all’inizio e non è valido per tutti. Ha detto che è meglio non pensare che il peso debba scendere ad una velocità prestabilita perché si finisce per generare patemi e aspettative che non hanno senso d’esistere. E poi sono solo sei chili… ok, sette: però ha detto anche di non fissarmi su un numero preciso, che anche questo può essere controproducente.

Dal diario di Rosalina: “Il tempo! Ecco il nostro principale alleato: non ci avevo mai pensato, ma ora che il dottore me l’ha detto mi chiedo come avessi fatto a non pensarci prima. Posso godermi la vita, senza esagerare, e, nel frattempo, perdere pian pianino i chili di troppo.

Dal diario di Margherita: “Ha detto che non c’è motivo per cui io debba rinunciare alle cose belle e buone e che la dieta si fa solo quando non si ha nulla di meglio da fare… fico!”

Dal diario di Rosalina: “Ma quel che più conta è mettersi subito nell’ottica che una dieta non può bastare per ottenere dei risultati che possano rendermi felici per sempre…

Dal diario di Margherita: “…perché mentre io ci metto del mio per perdere peso, tutto attorno a me resta assolutamente immutato e tutto ciò che ha causato il mio sovrappeso non scompare di colpo: resta apposta per ostacolare il raggiungimento di buoni risultati e poi il loro mantenimento.

Dal diario di Rosalina: “Ha detto che…”

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