Il Manuale di sopravvivenza per dimagranti ® – L’arma finale: il “chisseneimporta”.

Il Manuale di sopravvivenza per dimagranti ® – L’arma finale: il “chisseneimporta”.

“Ma chi se ne importa se adesso il mio cuore si spezza…

Un giorno d’amore per me vale più di cent’anni.”

Ma chi se ne importa (Gianni Morandi)

 Ovvero del fatto che un bel “chisseneimporta” al momento giusto faccia proprio un gran bene.

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Arrivati a questo punto della serata, o della lettura ormai ça va sans dire, siamo probabilmente pronti per tentare di introdurre una tecnica che la medicina tradizionale, ma direi un po’ tutte le medicine serie, non considerano. Anzi a dir la verità aborrono. In effetti bisogna ammettere che di motivi ne hanno a bizzeffe, data la tipologia della tecnica.

Neppure si può pensare che sia una tecnica applicabile a tutto…

Diciamo che ci sono una serie di campi in cui i margini di applicazione sono maggior che in altri.

Facciamo degli esempi pratici di campi in cui la tecnica in questione non è applicabile:

pioggia di meteoriti diretti esattamente su di sé, diciamo… adesso;

tosse irrefrenabile alla prima teatrale in veste di protagonista;

urgenza urinaria sull’altare al momento dello scambio degli anelli.

Viceversa è applicabilissima nei seguenti ambiti:

alterchi con la suocera;

rimproveri del capo ufficio;perdita della coppa del mondo di calcio all’ultimo rigore;

la dieta, ovviamente.

Stiamo parlando della tecnica del “chisseneimporta”, tecnica che non nasce in nessun momento preciso della storia dell’uomo, unicamente per il fatto di esistere fin dagli albori dell’umanità, anche se inizialmente priva di una chiara identificazione come tecnica vera e propria: il mammouth si è portato via il capo dell’orda? Chisseneimporta; il megalodottero sta rischiando l’estinzione per la sua insana propensione a gettarsi dalle rupi nonostante tutti gli sforzi per insavirlo? Chisseneimporta; lo zio Ian non ne vuole sapere di abbandonare gli alberi fiero della sua arboricolarità? Chisseneimporta.
Nei secoli la tecnica del chisseneimporta ha assunto vari gradi e diverse forme espressive: la torre di Pisa sta crescendo storta? Chisseneimporta; il sorriso della gioconda è riuscito un po’ sghembo? Chisseneimporta; l’adriatico sta sparendo per la compressione della zolla africana su quella europea? Chisseneimporta; “Rhett… Rhett… Se te ne vai, che sarà di me, che farò?” “Francamente me ne infischio.” Che poi non è altro che una delle varianti del “Chisseneimporta”

Certo, non si può dire che la tecnica del “chisseneimporta” sia scevra da rischi e pericoli e neppure che necessiti di una certa dose di competenza nella messa in atto; però bisogna ammettere che laddove risultasse applicabile i risultati potrebbero essere spettacolari.

Uno dei campi in cui l’applicabilità del “chisseneimporta” è significativa e benefica è sicuramente quello della sopravvivenza nel corso di una dieta. Con tanto di dimostrazione scientifica, per la quale non vi tedierò più di tanto.
Applicare la tecnica del “chisseneimporta” non è difficilissimo, tuttavia non la si può certo considerare un riflesso incondizionato, dato che mediamente ciò che sale alle labbra in molte occasioni è qualcos’altro. Né, francamente, si può dire che senza un adeguato esercizio venga naturale e spontaneo metterla in atto. Tuttavia, applicandosi quotidianamente, si possono vedere i risultati entro breve e una volta impossessatisi della tecnica la vita cambierà in maniera radicale e soprattutto aumenteranno esponenzialmente le probabilità di resistere e sopravvivere alla dieta.

Lontano anni luce da quanti salgono sulla bilancia quotidianamente per vedere il risultato dei propri sforzi (oddio oddio oddio speriamo speriamo speriamo), il fautore del “chisseneimporta” riesce a prendersela comoda, sostenuto dal suo distacco affettivo assoluto dall’andamento dei risultati. Non è disinteresse, è solo che ha altre cose più importanti a cui pensare che farsi coinvolgere emotivamente da un numero sul display di una bilancia. Si preoccupa di mangiare bene e si pone pure l’obbiettivo di raggiungere un peso accettabile, però senza menzionare tempi e scadenze, così da non rischiare di cadere nella spirale dei risultati a tutti i costi: Il peso è sceso? Bene! il pesò è salito? Chisseneimporta.

Ah, come si vivrebbe meglio se riuscissimo tutti ad applicare la tecnica del “Chisseneimporta”: Il cane ha lasciato un segno del pranzo sulla moquette? La collega ha aggiornato il decolleté? Il vicino ha l’erba più verde della nostra? Chisseneimporta! Ci siamo persi il rigore decisivo per un attacco di colite? Si è rotto il tacco della scarpa? La macchina del capo ha un buco nella gomma? Chisseneimporta! Hanno tolto la promozione per il tritatutto? La nostra lacca preferita è fuori produzione? Le tartarughe ninja hanno colpito ancora? Chisseneimporta!

Come abbiamo avuto modo di specificare, non possiamo applicarla a tutto: il latte per gli infanti rappresenta un’eccezione, così pure il mantenimento del posto di lavoro e la scadenza della polizza auto… per tante cose la tecnica non è applicabile; ma per un sacco di altre sì: addirittura ne rappresenta la soluzione! Sicuramente lo è per il peso, che non deve diventare un assillo sotto alcun punto di vista: va benissimo impegnarsi per riuscire a pesare di meno, ma non ci si deve rompere la testa se i risultati non sono sempre all’altezza dei nostri sforzi.

Se lo fossero bene, altrimenti… “Chisseneimporta”!

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