Cosa ne possiamo trarre?

 

“Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin, mai nessun ci dividerà, trallallallallà.
In un tiepido mattin, se ne vanno i porcellin, dimenando al sole il loro codin, spensierati e birichin.
Il più piccolo dei tre, ad un’tratto grida:”Ahime’!! Da lontano vedo il lupo arrivar: non facciamoci pigliar.” 

Che del maiale non si butti via niente è risaputo, che potesse essere utile anche dal punto di vista educativo, riconosco che possa suonare poco immediato, che poi possa esserlo da un punto di vista dietologico, beh, devo ammettere che ci voglia proprio una bella fantasia. Tuttavia…

Anzitutto un breve ripasso per chi non conoscesse la storia: tre giovani maialini (nella trasposizione disneyana: Timmy, Tommy e Jimmy) decidono di tentare la fortuna lasciando la casetta natia. Dei tre parrebbe essere solo Jimmy ad avere un po’ di sale in zucca: di fronte alla ventilata possibilità dell’arrivo del lupo, infatti, mentre quest’ultimo s’ingegna per erigere una casa degna di questo nome, gli altri due, presi da zufoli e farfalle, pensano allegramente di cavarsela rispettivamente costruendo con una casetta di paglia ed una di legno. Ovviamente, all’arrivo del lupo, le due capanne fanno la fine che ci si aspetta, mentre l’unica che reggerà l’assalto sarà la casetta in pietra.

Ora, cosa dobbiamo portar via da questa novella? Fondamentalmente, che costruire cose che durino nel tempo, sia che si tratti di case sia che si tratti di buona salute, le scorciatoie non pagano mai e la fatica che si può anche fare all’inizio verranno compensate per tutto il tempo a seguire. Secondariamente, che non si improvvisa una casa lì per lì, ma occorrono fondamenta in grado di sostenerla e queste vanno gettate all’inizio. In termini dietologici e salutistici più in generale, significa che bisogna far tesoro di qualsiasi indicazione e qualsiasi spunto educativo per fare in modo che una volta raggiunto il buon peso lo si possa mantenere.

Per i nostalgici, a seguire il cortometraggio originale del 1933.