I “Pizzini del dr Lice

In principio erano i “Pizzini”. Il nome lo aveva dato loro una signora siciliana osservandomi scrivere su un pezzettino di carta un appunto di qualcosa che avevo appena detto, infilandomelo in tasca subito dopo. In effetti, pizzino è una parola siciliana che indica un piccolo pezzo di carta o un bigliettino. Il termine mi è piaciuto ed ho continuato ad utilizzarlo per anni. Cosa me ne facevo di questi bigliettini? Semplicemente li mettevo in un contenitore e lì li lasciavo fino a quando mi veniva voglia di sfogliarli giusto per il piacere di far memoria di intuizioni, pensate, genialate (poche, ad essere sincero) avute in passato e ad alto rischio di fare la fine di tutti le intuizioni, le pensate e le genialate che non venissero scritte.

Una volta giunto il momento di dar vita a questo sito, per adeguarmi alle esigenze del web, ho dovuto rimpolparli un po’, rimaneggiandoli in chiave blog, ed evolvendoli in “Spunti…ni”, sicuramente più strutturati ed esaurienti ma non altrettanto snelli ed immediati come i loro progenitori.

Proprio per la loro snellezza ed immediatezza sarebbe stato un peccato permettere che scomparissero nel nulla, come le lacrime nella pioggia di Roy Batty. Un po’ nascosti dal resto della produzione, sono stati parcheggiati qua proprio per non fare una brutta fine.

Penso che sia proprio il caso di dire: buona lettura, visto che da leggere ce n’è un bel po’.

Non si butta via niente!
“Mi sono iscritto a danza, l’ho fatto per la panza, la trippa era un po’ troppa, a volte il troppo stroppia …siiiiiiiiiiiiiii l’ho fatto per la panza! Avevo troppa panza, mi sono iscritto a danza, mi sono appassionato e questo è il risultato….”
Un buon modo per iniziare in allegria questa raccolta di spunti…ni.

Più c’è n’è, più se ne mangia e più se ne mangia velocemente.
Questa non la avevo mai sentita prima: uno studio della Penn State University ha messo in evidenza che se ad una persona media viene dato un sacco di caramelle M&Ms da quattro etti ne mangerà 80; se il sacchetto fosse da otto etti nello stesso intervallo di tempo ne mangerà 112.

Animali e vegetali
Da bambino trovavo imbarazzante il fatto che per l’uomo non esistesse una categoria a parte e fossimo tutti accumunati nello stesso regno animale: noi i tonni, i lemuri e i lombrichi.
Oggigiorno, visto l’andamento delle cose, mi sembra che appartenere al regno animale rappresenti già una magnanima concessione: visto lo scarso movimento che facciamo c’è il rischio di essere retrocessi al regno vegetale.

Spunti…ni e spuntini.
“Ambrogio… avverto un certo languorino… la mia però non è proprio fame… è più voglia di qualcosa di buono.” Che dire: in termini di spunti…ni questa pubblicità resta sempre avanti anni luce.

Il diario delle cose belle e delle buone idee
“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi […] E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.”
Ecco la fine che fanno le nostre brillanti intuizioni se non le scriviamo. Non ci costa nulla, infondo, e possono risultare utilissime nel tempo quando negli attimi di difficoltà le andremo a rileggerle nel diario delle cose belle e delle buone idee.

E sì che siamo stati i più grandi viaggiatori a piedi mai esistiti
Il totale degli spostamenti a piedi è sceso di quasi il 50% nei vent’anni tra il 1980 e il 2000.
La statistica riguarda gli USA, ma sappiamo benissimo che laggiù non si fa altro che anticipare ciò che riguarderà il resto del mondo negli anni a seguire.
Questo post è rivolto in particolare a quanti pensano che basti seguire una dieta per migliorare la propria salute. Beh, il peso di certo scenderà, ma se si parla di salute forse sarà il caso di prendere atto di quanto ci stiamo impigrendo ogni anno che passa.

I porcellini costruttori
Non è che i tre porcellini abbiano costruito le loro case un po’ in pietra, un po’ in paglia e un po’ in legno: fin dall’inizio son partiti chi in un modo, chi un altro e chi in un altro ancora.
Stessa cosa con la dieta: non è facile tirare su una bella casa in pietra se si mettono le fondamenta buone per una casa in paglia o in legno.

Ricondizionatori, ma non d’aria
Siamo condizionati da tutto ciò che ci circonda a partire dal fatto che non ci crea più nessun sussulto il fatto di essere etichettati come consumatori (sa troppo di mucche da mungere).
Forse dovemmo ricondizionarci, fosse solo per decidere di riprendere, con coscienza, a comportarci come ci comportiamo ora. O magari no.

La degustazione del cioccolato
I parametri di degustazione del cioccolato coinvolgono i 5 sensi:
Alla vista deve presentarsi omogeneo, liscio, come fosse porcellana.
All’udito, una tavoletta di cioccolato fondente deve schioccare quando si spezza.
All’olfatto deve essere ricco di profumi e aromi il più possibile persistenti.
Al tatto, nella bocca, deve trasformarsi in una pasta setosa, scorrevole e avvolgente.
Al gusto deve essere testato per i quattro sapori fondamentali: dolce, amaro, acido e salato.
Poi certo si può anche scrofagnarsene una tavoletta senza rendersene conto.

I chili persi sono in affitto
I chili persi sono come le case in affitto: hanno un che di effimero, di evanescente.
Quando si perde peso si dovrebbe fin da subito attrezzarsi per non riprenderlo, iniziando ad ammettere che facendo le cose come vengono fatte di solito, cioè eseguendo acriticamente una dieta, si rischia di restare con un pugno di mosche. Come con le case in affitto…

Spesa mirata
In virtù del fatto che il “di più” che ci procuriamo con la spesa non arriva a casa da solo, fare acquisti mirati per limitare i danni causati dall’onnipresenza di cibo è un’opportunità che risiede completamente nelle nostre mani e nel nostro cervello.
Certo che se certe opportunità non le cogliamo al volo…

Il tempo è una risorsa
Il tempo rappresenta la risorsa numero uno di chi decide di mettere in sesto la propria dissennata o semplicemente distratta alimentazione: saperlo ci aiuterà a prendere con la dovuta tranquillità i risultati che verranno.
Datemi retta: il tempo è una risorsa.

Le abitudini sono catene
È per lo più senza rendersene conto che certi modi di fare, piuttosto che certe procedure o ancora determinate pratiche, assumano dapprima la connotazione di piacevoli consuetudini o utili routine e poi finiscano per diventare tran tran che subdolamente dettano ritmi e tempi della nostra vita, governandola senza che ce ne si accorga.
Iniziare a prenderne atto è il primo passo per liberarcene.

Un po’ di critica non guasterebbe
Già che ci siamo, perché non cercare di approfondire un po’ di più gli aspetti relativi al cibo per sfuggire dalla convinzione che si limiti tutto a seguire dei menù giornalieri.
È un vero peccato finire per essere come gli animali delle batterie intensive, che mangiano tutto quello che viene propinato: loro per mancanza di scelta, noi per mancanza di critica.

I frigoriferi delle meraviglie
Gli attuali frigoriferi sono talmente grandi da sembrare i foderi dei frigoriferi di una volta. In alcuni casi addirittura i doppi foderi, visto che ci sono quelli modello cambusa.
Ottimo se vivessimo in un bunker antiatomico, ma nelle nostre condizioni, l’unico effetto è quello di una maggior difficoltà a resistere all’abbondanza.
Ottima cosa la comodità, ma va ben gestita.

…precipitevolissimevolmente
Il fatto di avere raggiunto un peso migliore di quello iniziale non mette al riparo da antipatiche sorprese e neppure il fatto di avere letto di tutto un po’ rende immuni da cali di attenzione, perdita di motivazioni e pericolosi sensi di appagamento.
Occhio: chi troppo in alto sal, sovente, cade precipitevolissemevolmente!

A volte non è il cibo che manca…
Il nodo della questione è semplice: spesso quando abbiamo fame non ci manca il cibo, ci manca altro.
Se proprio non troviamo ciò che scarseggia (vicinanza, un po’ di serenità, una persona con scambiare due chiacchiere, il superamento di un momento difficile, un programma televisivo intelligente e interessante, qualcosa di gratificante da fare) e vogliamo per forza sostituirlo con un surrogato, che sia almeno un surrogato a basso impatto energetico.

La fantachimera
Il peso ideale rappresenta la fantachimera di tutti i dimagranti di tutti i tempi, ovvero il numero magico che tanto ha fatto, fa e farà soffrire quanti pensano (o decidono) di non essere adeguatamente in forma. Ma è proprio il caso?
Assolutamente no: Take it easy! Take your time!

Bene…
Il peso scende velocemente? Bene, vuol dire che abbiamo perso peso;
Il peso scende lentamente? Bene, vuol dire che abbiamo comunque perso peso;
Il peso non è sceso? Bene, vuol dire che non abbiamo perso peso… Dopotutto domani è un altro giorno.

Movimento e stile di vita
Il vero plus del movimento è ciò che rappresenta: un tassello in più nella realizzazione di uno stile di vita più votato alla salute.
Muoversi serve sia per perdere qualche chiletto, sia per ricordarci che non siamo delle scamorze, ma che teniamo a noi stessi e che valiamo.
Esatto, proprio come dicono quelli dello shampoo: mica è colpa mia se quella pubblicità l’avete sentita prima di leggere queste righe!

Infondo, cos’è la normalità?
Immaginiamo una classe di bambini mori con uno solo biondo. Appare fuori luogo… a patto che non ci si trovi in Svezia e in questo caso ad esser fuori luogo sono gli altri.
Ma in fin dei conti cos’è la normalità, se non un apostrofo rosa tra le parole “Così fan tutti”?
E facendo tutti così, tutti si ingrassa.

Estimatori di noi stessi
Impariamo ad essere noi i primi estimatori di noi stessi.
Non dobbiamo avere paura di essere sfacciati, tanto si tratta di qualcosa che resta tra noi; per di più il proprio è il complimento più importante perché è quello più inatteso, sempre critici e pronti a sminuire i nostri buoni risultati.
E senza attendere risultati di chissà quale portata: basta qualche etto in meno sulla bilancia.

Serenità e leggerezza
In assenza di seri motivi di salute, piuttosto che rovinarsi la vita con continue diete fatte come si è abituati ad intenderle è molto meglio tenersi quei pochi chiletti presi nel corso degli anni.
Se proprio proprio non se ne potesse fare a meno, ci si lanci pure in un’ennesima impresa, però lo si faccia con la dovuta serenità e leggerezza.

Il discorso interiore
L’immagine e la percezione che abbiamo di noi stessi sono fondamentali perché, anche se ce ne dimentichiamo spesso, noi ci parliamo continuamente, sia con le parole che con i fatti.
Le cose buone che facciamo dobbiamo dircele e ridircele perché sono conquiste e perché innegabilmente ci aiutano a modificare l’immagine che abbiamo di noi stessi.

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Una regola potrebbe bastare
L’improvvisazione è un’ottima risorsa in molte circostanze, tipo se si fa l’attore oppure il topo d’appartamento…
Anche quando si cerca un po’ di regolarità, la capacità di fare la cosa giusta al momento giusto è molto utile, però ancor più utile è avere avendo ben fissato nella mente a cosa corrisponde ciascun giorno in termini di menù. L’improvvisazione va bene, ma avere una regola è molto meglio.

Le figure di riferimento
L’utilità, come pure l’inutilità, di uno spirito guida nel corso di una dieta può essere oggetto di squisite disamine scientifiche.
L’utilità di una persona in carne ed ossa che ci dia una mano, viceversa, è assolutamente fuori discussione.
Qui tutte le disamine sullo spirito guida, qui sulle figure di riferimento equi tutti gli spunti…ni.

Fare certe cose non costa fatica…
La catena del mangiare è una catena molto più lunga e articolata di quanto si immagini, sicuramente più di una mano che si allunghi verso il ripiano dove si trovano i biscotti o il formaggio: ne abbiamo di occasioni per spezzare le cattive abitudini che governano l’approvvigionamento di cibo.
Alla fine ci accorgeremo che fare certe cose non costa fatica, ma aiuta a non farne.

Dieta tiranna? Parliamone…
La prima cosa da fare, iniziando una dieta è porsi una domanda sulla sua funzione e su ciò che sarà: tiranna della nostra vita o opportunità per incontrare e magari adottare un nuovo stile di vita?
Se la risposta fosse la prima, direi di prendere una pausa e ragionarci sopra non una ma (almeno…) due volte.

Uno stile di vita attivo
La regola numero uno per incrementare il movimento è instaurare uno stile di vita fisicamente attivo.
Non dobbiamo pensare a cose particolari o mai fatte prima, ma semplicemente cercare di fare le cose di tutti i giorni in maniera leggermente diversa, improntata meno sulla comodità e più sulla ricerca della salute e del benessere: basta ascensore, scale mobili, parcheggi solo vicini…

Cibo buono e onnipresente
La sovrabbondanza di cibo è uno dei fattori che favoriscono maggiormente la spropositata alimentazione degli ultimi tempi.
Già se uno ha fame anche un pezzo di pane secco avrebbe ragione di qualsiasi buona intenzione, figurarsi cosa potrebbe succedere circondarsi di vettovaglie smaniose di finire sotto i nostri denti: l’attrazione sarebbe… fatale.

Il chisseneimporta
La tecnica del “chisseneimporta” esiste fin dagli albori dell’umanità.
Lontano anni luce da quanti salgono sulla bilancia quotidianamente per vedere il risultato dei propri sforzi, il fautore del “chisseneimporta” riesce a prendersela comoda e a far sì che il peso non diventi un assillo.
Se i risultati fossero sempre all’altezza dei nostri sforzi: bene! altrimenti… “Chisseneimporta”! Qui, per saperne di più.

Il jolly delle diete
La verdura è il vero jolly delle diete ed ogni giocatore di carte sa che un jolly va sfruttato con intelligenza: uova sode? Insalatona mista; occhio di bue? Asparagi; frittatina? Cipolle, spinaci, porri… c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Morale? Non sfruttare adeguatamente la verdura è sprecare ottime occasioni per arricchire i vari piatti a costo zero.

Quel che rimane…
Lo so che è più facile accorgerci di quello che viene tolto rispetto a quel che rimane, ma abbiamo mai pensato al fatto che, di fronte a quello che il dietologo ha lasciato nel piatto, i nostri nonni avrebbero fatto salti di gioia: per la quantità, per la varietà e per la sicurezza di ritrovarne altrettanto il giorno dopo?
Pensiamoci ogni volta che ci sembra poco…

Le vecchie abitudini
Man mano che il tempo passa, tra le tante cose che converrebbe fare mentre si perde peso, sarebbe vantaggioso prepararsi all’attacco delle vecchie abitudini, le quali cercheranno di riprendersi il posto d’onore che è stato sottratto loro nella gestione della nostra vita.

Interessi diversi
Mentre una parte del mondo si interroga su come invertire l’attuale tendenza all’aumento di peso complessivo della popolazione, del numero delle persone in sovrappeso, dell’entità del sovrappeso pro capite, del numero di bambini a rischio di malattie per via dell’iperalimentazione, un’altra parte del mondo si ingegna per indurre la parte precedente a mangiare, mangiare, mangiare.
Acc…

Gustare ed apprezzare
Mettiamo in tavola un vasetto anche solo con un fiore ed evitiamo di pranzare o cenare davanti a computer e TV.
Gustiamo ciò che mangiamo con calma, assaporando a lungo ogni boccone, estraendo il sapore con consapevole voluttà, lasciando che gli aromi si sprigionino e pervadano la nostra capacità olfattiva.
Dobbiamo amarci anche e soprattutto durante la dieta.

Il libretto di istruzioni mancante
Nasciamo senza il libretto delle istruzioni ed è per questo che cerchiamo di prendere le misure guardandoci attorno, anche se così facendo ci troviamo con una decina di chili in più dopo una decina d’anni dal matrimonio.
Non è guardandoci attorno che capiamo il modo migliore per trattare il nostro corpo, ma guardandoci alle spalle, perché alle spalle abbiamo milioni d’anni di perfetta integrazione del nostro organismo con la natura circostante.

Come cambiano le cose
Negli anni sessanta, le varie bibite dolci gassate, si intravedevano eccezionalmente ai compleanni dei bambini ricchi.
L’embargo per la plebe è durato per una decina d’anni, dopo di che è stato tolto, ma giusto per Natale e le ricorrenze.
Negli anni ottanta si è iniziato a metterle in tavola anche nel fine settimana e con gli anni novanta non c’è stato più limite…
…all’aumento del peso.

Fame e logica
Nel caso della fame fisica quel che manca è l’energia, per cui con un bel pasto o un bello spuntino il vuoto esistente viene colmato e la fame passa.
Nel caso della fame emotiva il livello d’energia è già sufficiente, per cui mangiando non facciamo altro che fornirne un surplus che si trasforma immediatamente in grasso.
A rigor di logica non ha molto senso…

Si patiscono più gli eccessi o i difetti?
Nel nostro emisfero, dove il cibo sovrabbonda, l’organismo umano tende a patirne più gli eccessi che i difetti.
Quando il cibo manca, ci si sente un po’ stanchi, si sbadiglia, ma tutto sommato si va avanti in una di condizione di energy saving e morta lì. Quando invece il cibo è troppo ci si sente un po’ appesantiti, si sbadiglia e tutto sommato… si ingrassa.

Succede a Odenplan
Nel settembre del 2009 è stato fatto un esperimento a Stoccolma: i gradini delle scale della stazione della metropolitane di Odenplan sono stati sostituiti da assi bianche ed assi nere perfettamente suonanti come se fossero tasti di un pianoforte.
Risultato: il 66% il numero di persone hanno tralasciato le più comode scale mobili a favore delle più divertenti scale musicali. Qui, troviamo il video.

Supersize me
Nel suo fantastico “Supersize me” Morgan Spurlock ingrassa 11 chili in un mese mangiando 3 volte al giorno da McDonald’s per un mese. Ne restiamo stupiti, ma allo stesso tempo lo accettiamo come una bizzarria tutta americana.
Ora: 3 pasti al giorno per 30 giorni equivalgono a un pasto al mese per sette anni e mezzo: non sembra più tanto inverosimile. Se poi tra un pasto e l’altro da Mc, ci mettiamo i vari salamini, aperitivi, dolcetti…

Il buon peso in comode rate
Nella Germania nazista, il maggiolino poteva essere acquistato in comode rate, al termine del versamento delle quali veniva consegnato all’acquirente, felice di non essere morto nel frattempo, perdendo vita, rate e maggiolino.
Con il peso è tutta un’altra cosa: non si deve attendere di perdere l’ultimo etto per gioirne… si può, anzi si deve essere felici fin dai primi etti persi.

Solo l’uomo tende ad ingrassare
Non c’è animale, in natura, che non faccia un gran movimento e una grande fatica per nutrirsi. Solo l’uomo tende a farne sempre meno.
Non c’è animale, in natura, che ingrassi. Solo l’uomo tende a ingrassare (a parte il suo gatto). Sempre più, tra l’altro.

Normale e giusto non sono sinonimi
Non c’è nulla come guardarsi attorno e osservare l’andamento delle cose per finire in breve tempo con l’adeguarvisi automaticamente.
Il modo di fare comune, le pubblicità, gli stereotipi televisivi espongono costantemente nuove “normalità” alle quali ci adeguiamo quasi senza accorgercene.
Non è il caso di demonizzare nulla, intendiamoci, perché in un certo senso anche l’attuale normalità è pensata da altri per la salute. Più che altro delle proprie finanze…

Tavola allegra? Perché no?
Non sta proprio scritto da nessuna parte che, per il fatto di voler perdere qualche chilo, ci si debba comportare come se dovessimo scontare chissà quali precedenti terribili peccati (di gola, ovviamente).
Essere in carne non è una colpa e pertanto non c’è nulla da dover espiare con una dieta malinconica.
La tavola deve essere allegra anche durante una dieta.

Ogni mattina…
Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina, in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più in fretta della gazzella, o morirà di fame.
Ogni mattina a Monza, un commercialista si alza, scende al bar, fa colazione con cappuccio e due brioche e con calma si avvia al suo studio a due passi da casa.

Si correva tutto il giorno
Ogni tanto varrebbe la pena ripensare la propria vita alla luce di ciò che eravamo fino a qualche migliaio di anni fa (raccoglitori e cacciatori) chiedendoci il più frequentemente possibile se i criteri che guidano la nostra vita attuale sono la comodità e l’ottimizzazione oppure la ricerca di uno stile di vita attivo.
Voglio dire, si correva tutto il giorno con in pancia un po’ di frutta.

Attenzione a ciò a cui stare attenti.
Ok, siamo a dieta e pertanto ci vuole un po’ più di attenzione…
…al gusto e alla piacevolezza: abbandoniamo al più presto il seminato monotono dei piatti tristi e cerchiamo di puntare dritti a qualità e sapore.
In fin dei conti ce lo meritiamo, non fosse altro per l’impegno che ci stiamo mettendo.

Per gli smemorati
Ok, vada per gli spunti…ni, ma se una volta che li leggo finisco per dimenticarmene, che me ne faccio?
Potrei stamparmeli, ritagliarli singolarmente e metterli sotto forma di altrettanti bigliettini in una ciotola da porre i un luogo di passaggio in casa e magari anche sul posto del lavoro. Ne potrei estrarre uno ogni tanto e farci sopra un pensierino.

Il passato ci insegna
Parlare di peso senza fare riferimento al passato, tutto il nostro passato, anche quello più remoto, non permette di avere il quadro completo della situazione e pertanto non consente di trovare risposte adeguate alle nostre attese in termine di buon peso.
Siamo quel che siamo stati per milioni d’anni (forse un po’ più sedentari e mangioni): non possiamo non tenerne conto.

La cronobiologia non è acqua
Per milioni d’anni, l’energia, l’abbiamo consumata nella prima parte della giornata e messa da parte nella seconda. Esattamente come tutti gli animali.
E come pensiamo di avere una dieta corretta bevendo un caffè a colazione, saltando il pranzo e rimpinzandosi a cena di ogni ben di Dio?
“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare” (Gino Bartali)

Una partenza intelligente
Per vivere meglio il riordino alimentare, il consiglio spassionato è quello di partire nel modo meno impegnativo. Avremo tutto il tempo del mondo per accorgerci dell’eventuale necessità di stringere un po’ il cordone della dispensa.
Ennesimo spunti…no della serie “Take it easy, take your time”.

Dimagrire da gourmet
Petto di pollo triste ai ferri corti; riso smorto all’olio scarso; sogliola pallida al vapore ristretto…
Con piatti simili come è possibile pensare che il lato oscuro della forza non abbia la meglio sulla nostra debole volontà di perseverare, una volta raggiunto il peso ottimale?
Su un po’ di fantasia e dimagriamo da gourmet!

Iniziamo a partire…
Pillola di saggezza che difficilmente viene colta è che ciò che conta è iniziare a perdere peso: avremo tutto il tempo del mondo per capire dove arrivare, quanto tempo metterci e quando fermarsi.
Anche questa della serie “Take it easy, take your time”.

Cambiamento a 360°
Più cose si fanno per stare bene, più è probabile che si mantengano i buoni risultati raggiunti con la dieta, perché da sola la dieta prima o poi salta, mentre uno stile di vita nuovo no.
Non accontentiamoci, pertanto, di cambiare solo le abitudini alimentari ma facciamo uno sforzo un po’ più a trecentosessanta gradi: i vantaggi saranno infinitamente maggiori e più duraturi.
Provare per credere. Si dice ancora, no?

Struzzi e diete
Poiché l’ottantacinque per cento delle diete finisce nel giro di un paio d’anni in un nulla di fatto clamoroso conviene fare proprio di tutto per non rischiare di far parte della percentuale sbagliata a partire dalla comprensione che il controllo è davvero fondamentale.
La tecnica dello struzzo, in definitiva, è tutt’altro che la tecnica migliore per un buon mantenimento: ci vuole controllo e ce ne vuole tanto.

Multisensorialità
Probabilmente troppo presi dall’ascetismo, che viene, molto discutibilmente, ritenuto il modo migliore per seguire una dieta, ci dimentichiamo spesso che i pasti dovrebbero essere esperienze multisensoriali, in cui non solo il gusto vuole la sua parte.
Anche in corso di una dieta non dovremmo dimenticare che i cibi buoni, quando ben presentati, saziano di più perché più appaganti.

Una mano non si rifiuta mai
Quando due persone fanno la dieta insieme, spesso chiedo a ciascuno cosa potrebbe esserci di migliorabile da parte dell’altro. Mediamente vengono fuori cose che lasciano basito il destinatario della puntualizzazione.
Avere un osservatore nella maggior parte dei luoghi frequentati potrebbe rappresentare una fonte inesauribile di consigli utili. Tra le altre cose.

Le tre domande
Quando finalmente arriva, di solito in uno dei tanti lunedì dei buoni propositi, il momento di iniziare a prendersi cura della propria salute attraverso una sana alimentazione, la seconda domanda che trafigge la mente del futuro dimagrante è “chissà quanto tempo ci metterò?”.
La prima è “Quanti chili devo perdere?”
La terza è “Ma chi me l’ha fatto fare?”.

Il cibo naturale si limita da solo
Quando il leone è pieno, prende e se ne va. Dopo di lui arrivano le iene, che fanno allo stesso modo. Poi tocca agli avvoltoi, quindi ai topi e poi agli insetti. Perché il leone non mangia tutto? Perché il cibo naturale è buono a piccole dosi: dopo un po’ stanca.
Quello cucinato dall’uomo, solitamente, stanca solo chi lo cucina: se è buono, chi lo mangia non si stancherebbe mai.

Non di sola dieta…
Quando si varca la soglia del dietologo, oltre a provare un impulso irresistibile a fuggire, si è sicuri di essere lì per dimagrire. Tuttavia, ci potrebbe scappare anche dell’altro…
Avere la disponibilità ad accogliere qualche proposta che vada oltre quella del semplice dimagramento potrebbe rappresentare la chiave di volta per un cambiamento più esteso a favore della propria salute.

Cosa mangeremo oggi?
Quando, un tempo, il cibo scarseggiava e i nostri nonni si domandavano: “Cosa mangeremo oggi”, la risposta immancabilmente era: “Quel che c’è”.
Oggi, che il cibo non scarseggia anzi sovrabbonda, e noi ci domandiamo: “Cosa mangeremo oggi?”, la risposta resta immancabilmente: “Quel che c’è”.
Con la sensazione che i significati siano un po’ diversi…

Tutto fa brodo
Quante stranezze nelle strategie di un dietologo di provincia (di Monza per la precisione)… a volte gioco all’impiccato chiedendo di completare la seguente definizione:
“Chi fa la dieta i . . . . . . a”.
Fino ad ora, senza aiutino, non c’è arrivato nessuno… forse è anche per questo che l’85% di chi fa la dieta fa questa fine nel giro di 2 soli anni…

Un’arma in più
Scrivere le belle sensazioni che si prova durante il dimagramento potrebbe essere un’ottima idea e un arma in più in futuro, quando si faticherà a mantenere saldi i principi che ci hanno aiutato nel tentativo di perdere peso.
Se l’85% delle persone riprende i chili persi, nessun’arma può essere considerata inutile.

Babette
Se Babette, nel relativo pranzo e omonimo film, sapeva trasformare una cena in un “avventura amorosa, nobile e romantica, in cui non si è più capaci di fare distinzione fra l’appetito del corpo e quello dell’anima”, non dovremmo stupirci della difficoltà a resistere a tutte le cose buone che vengono preparate per noi…
… da chi fa di tutto perché siano irresistibili.

Uomo avvisato…
Se c’è una convinzione tra i dietologi seri (quelli che cioè non vendono miraggi, non promettono miracoli e soprattutto non hanno la scusa pronta che “il metodo funziona purché lo si applichi) è che le diete facciano… ingrassare!
L’impietosità delle statiche riguardo gli esiti delle diete è raggelante: 85% di fallimenti dopo appena 2 anni di mantenimento!
Come si dice: “uomo avvisato, mezzo salvato”?

Tolto e lasciato
Se c’è una qualità che ben ci manca, questa è la capacità di gioire per quel che abbiamo anziché penare per quel che ci manca o ci vien tolto.
Quando iniziamo una dieta, anziché fare il conto di tutte le cose che non sono ci state tolte, ci incupiamo facendo la lista delle cose che mancano all’appello, come se prima mangiassimo chissà cosa.
Mah…

La dieta si fa quando non si ha nulla di meglio da fare
Se in programma non c’è niente di meglio di quello previsto dalla dieta, che senso ha mangiare di più?
Viceversa, se c’è qualcosa di meglio di quello previsto dalla dieta, che senso ha cercare disperatamente di porvi resistenza?
La dieta si fa quando non si ha nulla di meglio da fare.

Guidarsi un po’
Si può essere una buona guida di sé stessi affrontando correttamente le difficoltà e gli insuccessi, che sono la principale causa di abbandono.
Eppure difficoltà e insuccessi sono veri e propri doni della vita: ci svelano i nostri punti deboli e ci permettono di imparare come superarli ogni volta che si presentano. Durante la dieta e nella vita.

Aspettative fetenti
Siamo abituati a considerare i risultati che otteniamo alla luce delle aspettative… eppure non sarebbe meglio se ce li gustassimo per quello che sono senza passarli a tutti i costi attraverso il tritacarne delle nostre attese? Io credo che sarebbe molto ma molto meglio.
Se ogni etto perso fosse accolto nell’allegra consapevolezza che quell’etto ce lo siamo tolti di torno, si dimagrisce ugualmente ma con maggiore serenità.

Dilettanti vs professionisti
Siamo dilettanti allo sbaraglio contro professionisti agguerriti e attrezzati che hanno studiato per affrontare al meglio la loro professione e che lavorano alacremente per trovare il modo per farci comprare determinati prodotti.
Già è una lotta impari quando se ne è coscienti, figuriamoci quando non lo si è.
Il guaio è che di solito non lo si è.

Siamo risparmiosi un botto
Siamo le creature più belle dell’universo, l’apice dell’evoluzione: intelligenti, socievoli, industriose, creative e tante altre cose belle, tuttavia con una particolarità: il nostro corpicino è stato forgiato in miliardi d’anni di evoluzione per poter correre per venti minuti consumando solo l’equivalente di un cioccolatino.
Certo, detta così, suona assolutamente positivo… peccato di questi tempi si mangi quotidianamente l’equivalente di un centinaio di cioccolatini!

Tanto cibo con poca fatica
Siamo passati nel giro di un centinaio d’anni da una condizione di poco cibo con tanta fatica ad una di tanto cibo con poca fatica (nessuna, in taluni casi).
E per questo spunti…no direi che possa bastare.

Ai posti di comando!
Sicuramente staremo a cuore a molte persone, però non possiamo rinunciare ad averci a cuore pure noi, anzi, soprattutto noi: assumiamo pertanto il ruolo di leader più positivo e propositivo che ci possa essere e con questo spirito facciamo in modo che non venga mai a mancare il sostegno più importante… il nostro, che per di più, è assolutamente gratis.

La dieta è come un diamante
Simpatico botta e risposta in studio in un clima di assoluto relax:
Dr Lice – “ …e pertanto la dieta è come un diamante… è per sempre.”
Paziente – “Dal mio punto di vista la vedrei in un altro modo”
Dr Lice – “E cioè?”
Paziente – “La dieta sarà anche come un diamante… ma nel senso di dura!”
Non si finisce mai di imparare.

Stomaco vuoto e acquisti compulsivi.
Tutti gli psicologi lo sanno e qualunque mortale l’avrà osservato almeno una volta nella sua vita: a stomaco vuoto il rischio di fare acquisti compulsivi è altissimo… maggiormente se stiamo parlando di spesa fatta a digiuno in un supermercato.
Consiglio da amico: fate la spesa a stomaco pieno… si eviterà di portare a casa più del necessario, quantitativamente e qualitativamente.

Test sparo
Un piccolo test per ammettere che forse qualche cambiamento sia indispensabile:
Cosa trovo mediamente nel mio carrello al momento di pagare alle casse?
Se la risposta non fosse “tutte cose utili e necessarie”, allora forse dobbiamo rivedere il nostro modo di gestire le scorte a partire dal loro acquisto…

I bicchieri di una volta e gli attuali portaombrelli
Un tempo i bicchieri dei fast food erano due: normale e grande.
Adesso il normale è diventato la misura mini, il grande è diventato la misura piccola e si sono aggiunti la misura media, grande e maxi: la misura media dei giorni nostri è più grande della misura grande di qualche decina di anni fa.
È la nuova normalità, quella per la quale è normale ingrassare.

Lo stomaco elastico
Una delle sensazioni più gradite perdendo peso è la percezione di sazietà anticipata rispetto a prima di iniziare la dieta, come se lo stomaco, tornato alle dimensioni originali, ponesse finalmente un limite alla voracità. Ma lo stomaco è più elastico di quanto si creda e se si riprende piano piano a mangiare come prima, lui torna piano piano “largo” come prima!
E addio limite alla voracità.

Spunti…no leggero
Spunti…no leggero, ma, ahimè realmente accaduto.
“Buon giorno dottore […] se le interessa, io potrei inviarle delle fantastiche ricette di dolci che preparo rigorosamente per gli amici, perché… se gli altri ingrassano io sembro più magra, hi, hi, hi!”
Come dire: dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io…

I cambiamenti che aiutano a cambiare
Una lezione mi è stata data da una ragazza che dopo avere vestito per decenni con abiti che avrebbero potuto benissimo esser quelli di sua nonna, si è presentata con un nuovo taglio di capelli, jeans, t-shirt e giacchina di pelle rossa. Aveva deciso di sottolineare così i dieci chili persi. Ad oggi, dopo una decina d’anni, ha mantenuto il peso raggiunto ed uno stile giovane e aggiornato.
Credo che le due cose abbiano giovato una all’altra reciprocamente.

A letto col nemico
Visto che la frase che più ricorre è “da lunedì mi metto a dieta” e contemporaneamente il giorno più gettonato per fare la spesa è il sabato, come si concilia questa lodevole intenzione con il fatto che al lunedì il frigorifero è nel massimo del suo fulgore?
Volendo è un po’ come finire a letto col nemico…

Compensare la minor quantità con maggior qualità
Mettersi a dieta potrebbe anche risultare, ad obbiettivi raggiunti, la decisione più gioiosa della vita, ma facendolo senza nessuna concessione al gusto e alla qualità rischia d’essere una decisione tra le più tristi che si possano prendere.
Visto che ci tocca mangiare meno possiamo come minimo evitiamo di mangiare male, compensando la minor quantità con maggior qualità: se dobbiamo mangiare poco almeno scegliamo il meglio.

Fast food progress…ion
Negli ultimi 40 anni la spesa nei fast food negli USA è passata da 6,2 miliardi di dollari a 124…
Così, giusto per aggiungere qualche elemento in più sul perché il peso di bambini e adolescenti è in aumento.

Più la dieta dura, più diventa dura
Purtroppo è vero: più la dieta tira in lungo e più diventa difficile riuscire a mantenere la concentrazione e il piglio deciso e sicuro dei primi mesi.
(Altrettanto) purtroppo il fatto che la dieta diventi dura non significa che non abbia senso farla: anzi proprio per il fatto che la faccenda si faccia dura occorre rendersi conto che sarebbe un attimo, mollando tutto riprendere i chili persi. Occorre tanta, tanta serenità…

Il treno dei desideri
La dieta non è e non potrà mai essere una locomotiva, ma solo un semplice vagone che va agganciata ad una locomotiva quale può essere il desiderio che ha spinto a mettersi a dieta: è a questo desiderio che si deve agganciare la dieta se si vuole che non si fermi strada facendo una volta esaurito l’entusiasmo iniziale.
Tirate fuori il desiderio da sotto il tappeto dove l’avete nascosto come meccanismo di difeso per paura di non raggiungerlo e tenetelo ben sotto i riflettori: solo così potremo agganciarci la dieta per vederla viaggiare come si desidera.

Chi frega chi?
Non è la dieta che frega noi, ma siamo noi che freghiamo lei, o meglio la nostra vita che stritola tutto, persino ciò che fino a pochi giorni prima avevamo riconosciuto come nostra amica e benefattrice.
Dobbiamo stare attenti a non lasciare che anche la dieta sia stritolata dalle nostre difficoltà e i nostri difetti: sarebbe un peccato.

Parallele divergenti
In passato alimentazione e lavoro viaggiavano paralleli: si mangiava né più né meno in base a quanto si era faticato per ottenerlo. Tanto Lavoro: tanto cibo.. e viceversa.
Più o meno nel giro di una trentina d’anni, da dopo la guerra agli anni ottanta, queste parallele hanno iniziato a divergere ed ora non c’è più nessuna corrispondenza. E si ingrassa.

I chili di troppo…
I chili si stratificano come se fossero sacchi di sabbia buttati uno sopra l’altro, mentre noi abbiamo a disposizione per eliminarli giusto un cucchiaino.
A volte è un’immagine ad aiutarci a mantenere un impegno preso. Nel caso nostro quello di noi con un cucchiaino in mano a dovere affrontare cumuli di sacchi di sabbia… E magari pochi anni dopo avere penato sette camicie per eliminarne il più possibile, avendo permesso che ritornassero tutti, se non di più.

McDonald’s come i soldi…
Nel 1968, McDonald’s gestiva circa 1.000 punti vendita.
Oggi ne conta più di 30.000.
McDonald’s sta un po’ al sovrappeso come i soldi alla felicità: non fanno, ma aiutano…

Chi corre dietro a chi
Un tempo era l’uomo che correva dietro al cibo, mentre quest’ultimo cercava, spesso con successo, di scappare.
Oggi è il cibo che corre dietro all’uomo, il quale lo accoglie a braccia, meglio bocca, aperta.
Massimo risultato con il minimo sforzo, ma soprattutto, industria alimentare – uomo 6-0.

Il diabete in agguato
Secondo il Centro Studi per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie degli Stati Uniti ogni tre bambini nati in America nel 2000, uno è destinato a diventare diabetico, per di più in un età più precoce rispetto a quanto avvenga attualmente. Siamo di colpo diventati più predisposti al diabete? No, è solo che il sovrappeso aumenta enormemente le probabilità di diventare “anche” diabetici.
Brutta storia…

Non date da mangiare agli orsi… e ai bambini?
Chi come me ha l’età dei datteri, sicuramente ricorderà nei fumetti di Topolino, nei racconti relativi all’orso Gelsomino, oppure nei cartoni dell’orso Yogi, l’onnipresente cartello “Non date da mangiare agli orsi”.
Accidenti, ci pensavo in questi giorni: com’è che nessuno ha ancora pensato a mettere in giro manifesti e cartelli con la scritta “Non date da mangiare (troppo) ai bambini”? E sì che ce ne sarebbe proprio bisogno visto che si calcola che a causa dell’obesità infantile ai livelli attuali in Italia, è probabile che tra un po’ un quarto della popolazione sarà diabetica… per esempio.

Accipicchia!
Qualche maniaco delle statistiche è riuscito a trovare anche questa chicca: il pasto medio da McDonald’s inizialmente era di 590 calorie, adesso è di 1.550 calorie!
Lui è aumentato all’incirca del triplo, noi di un venti per cento circa. In chili.

Chi è realmente sfigato? Oooops, sfigato si potrà dire?
E’ diffusa l’opinione, soprattutto nella fascia di popolazione interessata, che essere in sovrappeso sia una vera e propria sciagura soprattuto in riferimento a tutti quelli che possono mangiare ogni ben di Dio e di chiunque altro senza mettere su un etto.
Personalmente mi chiedo se non sia meglio avere un organismo che metta subito in guardia rispetto agli eventuali errori alimentari, piuttosto che trovarsi con danni già in fase avanzata perché non si è avuto dal proprio organismo un richiamo all’ordine.
Io, almeno, la vedo così…

Ci stiamo scavando la fossa a forza di mangiare.
Basta il titolo, direi.

Bisogni indotti
Forse non tutti sanno che pochi anni fa negli Stati Uniti si è verificato un fatto che ha dello straordinario: si è realizzato il sorpasso del numero di macchine circolanti rispetto al numero di persone munite di patente.
Accidenti, più macchine che patentati… Bisogno reale oppure bisogno indotto?

Il buon cuore della emme gialla
Fa molto pensare, dando un’occhiata alla mappa di una qualsiasi grande area metropolitana, come le emme gialle di McDonald’s siano prevalenti nelle zone a reddito più basso.
Un motivo ci sarà?
Forse più di uno, a partire dal fatto che la recettività di certe proposte alimentare sia maggiore in determinate fasce sociali. Io non credo però che McDonald’s posizioni lì i suoi punti per buon cuore.

Ad un certo punto ci si è accorti che il fumo faceva male…
… e si è iniziato a prendere contromisure di ogni genere: stop pubblicità, via il fumo dai luoghi pubblici e dai posti di lavoro, campagne per la disincentivazione del tabagismo, ecc ecc.
Eravamo negli anni 70 e ci sono voluti circa trent’anni per creare una forte coscienza anti fumo.
C’è da sperare che nei confronti dell’eccesso di cibo ci si metta meno tempo perché non è che chi nel frattempo si ammala di “troppo cibo” può aspettare tanto tempo per essere aiutata a capire che di troppo cibo si può anche morire.

Sedentary people can’t run away from diseases
Date un occhio alla paginahttp://osocio.org/message/sedentary_people_cant_run_away_from_diseases/.
Inquietante ma interessante…

Provare per credere
Avete voglia di fare un test? In cinque giorni successivi mettete nel piatto porzioni crescenti dello stesso cibo, carne, pesce, pasta che sia, partendo da una quantità considerata ottimale.
Avete dubbi sul fatto che mangerete tutte le porzioni? No, vero? Ecco, questo è quello che succede: non mangiamo più per quel che ci serve, ma per quel che c’è nel piatto. Ovviamente non ci sarebbero problemi se nel piatto non ci fosse troppo.

Salute in fumo per pochi centesimi
Lo sapevate che le materie prime rappresentano mediamente solo un quinto circa dei costi di un ristorante?
Ecco come fa a costare poco di più tanta Coca Cola in più nei fast food.
E come si fa in fretta a farsi fregare: salute in fumo per pochi centesimi.

Benessere a doppio taglio
Fino agli anni cinquanta l’aumento di peso nel corso della vita era talmente contenuto che nella terza età si pesava come in gioventù.
Col benessere i chili hanno iniziato a levitare ed ora le ventenni statunitensi pesano mediamente quattordici chili in più delle coetanee di sessant’anni fa.
Benessere a doppio taglio.

Imprevisti del dimagrimento?
“Dottore, sono felicissima: oggi, mente andavo a piedi al lavoro, un bel ragazzo mi ha fatto i complimenti. Ho un’unica perplessità: visto che si trattava di un giovane della nettezza urbana, non è che ha visto in me qualcosa in attinenza con la sua professione, chessò… i cassonetti?”
Più che uno spunti…no, un siparietto realmente accaduto.

Le ossa grandi…
“Le donne di Modena hanno le ossa grandi…” si cantava qualche anno fa.
Ciò non toglie che anche con le ossa grandi si possa ambire a qualche chilo in meno, qualora questo minasse la salute.
Sempre, ovviamente, con la dovuta serenità.

PS E le donne di Vimercate e dintorni, come ce le hanno le ossa?

Il peso Zen
“Ovunque il peso si stabilizzi quello è l’obbiettivo”: molto zen, molto easy ma soprattutto molto pratico.
Asserire che l’obbiettivo dei nostri sforzi sia il peso raggiunto può apparire più che altro una gran furbata, come dire che le nostre frecce raggiungono sempre il bersaglio perché… quest’ultimo viene indicato solo una volta atterrata la freccia.
Troppo facile? No, troppo giusto!

Take it easy
“Take it easy”, prendetevela comoda, perché raggiungere il peso desiderato in un tempo piuttosto che un altro non servirà certo a cambiare la vita.
Anzi, è vivendo con calma e serenità e senza i vari sensi di colpa, di disagio e di inadeguatezza che si vivrà meglio, durante la dieta e anche dopo la dieta. In pratica sempre.

Punti di vista
A cosa serve fissarsi un punto d’arrivo, se non a recriminare per il tempo che ci si mette a raggiungerlo e rammaricarsi per la lentezza con cui i chili scendono?
Meglio pensare al peso da cui partire piuttosto che al peso a cui arrivare perché in questo modo si potrà esultare veramente per ogni chilo perso senza subire la tentazione di penare pensando ai chili mancanti.

Il mondo è ingrassato
A partire dagli anni ottanta il mondo è ingrassato ed è ingrassato anche parecchio, visto che negli Stati Uniti almeno metà della popolazione è in sovrappeso.
Scegliere di prendersi cura del proprio peso è importante anche sul versante comunitario, perché comporta una scelta decisamente contro tendenza e di stimolo per quanti ci osservano.
Un motivo in più per giudicare encomiabile questa scelta.

Il frigo con l’eco
A volte capita di aprire il frigo ed avvertire un fiotto di terrore allo stomaco, come il triste presagio di una catastrofe che da lì a breve potrebbe abbattersi sulla propria testa: “dannazione è vuoto!”
Bene, sulle prime potremmo anche stupircene, ma non esiste motivo per cui un frigorifero debba straripare di tutto ben di Dio che possa contenere. Soprattutto se servisse a non indurci troppo in tentazione, il frigo può anche essere vuoto (o quasi).

Un’ola per il peso perso
Abbiamo perso mezzo chilo? Allora dedichiamoci una ola come se ne avessimo persi tre! È mezzo chilo in meno, mica in più. Ci abbiamo verosimilmente messo l’anima per perdere peso: perché amareggiarci solo perché ci aspettavamo di perderne di più?
Bisogna gioire non tanto per l’avvicinamento ad un numero più basso quanto per l’allontanamento da un numero più alto.

Ad ogni istante che passa…
Ad ogni istante che passa il peso medio della popolazione nel nostro emisfero aumenta.
Ad ogni istante che passa il numero delle persone in sovrappeso nel nostro emisfero aumenta.
Ad ogni istante che passa, nel mio piccolo, mi rendo conto che il bis di dolce potevo evitarlo.

Si mangia giusto perché si può
Al giorno d’oggi non mangiamo più perché ne abbiamo la reale necessità ma semplicemente perché possiamo.
Non è più la fame a governare la nostra ricerca di cibo, anzi non esiste più neppure la ricerca del cibo, perché il cibo è a nostra disposizione, pronto per essere consumato senza che se ne sia avvertita la reale necessità.
Che fine farebbe il leone se le gazzella passasse a casa sue, gli spalancasse le fauci, ci infilasse il collo e gli dicesse pure: “Buon appetito, maestà”?

Un po’ di cultura alimentare
Bisogna sempre tenere presente che per apprezzare al massimo un cibo occorre saperne riconoscere tutte le sue caratteristiche, nel bene e nel male.
Un po’ di cultura alimentare non può che essere d’aiuto in caso di dieta: aiuterà ad apprezzare maggiormente la qualità rispetto alla quantità.

Il mantenimento inizia quando la dieta incomincia
C’è chi pensa che si debba iniziare a pensare al mantenimento una volta raggiunto il peso ottimale, ma così facendo si lascia un varco enorme al fallimento, perché quando arriverà il momento del mantenimento non si sarà pronti.
“Il mantenimento non inizia quando la dieta finisce… il mantenimento inizia quando la dieta incomincia.”

Sovrappeso e vergogna: da parte di chi?
C’è chi si vergogna per il fatto di essere in sovrappeso.
Io credo che chi dovrebbe vergognarsi sia chi non si preoccupa che a causa delle sue azioni mezzo mondo sta danneggiando la propria salute.

Le pere sono buone dove nascono
C’è poco da fare: cogliere le pere in Argentina, ancora acerbe, per portarle in Italia in container a temperatura controllata per poterle mangiare anche a Natale è un fatto palesemente contro natura!
Le pere argentine sono buone tanto quelle italiane, ma per gustarle come si deve non dovrebbero venire qua loro, dovremmo andare là noi!
Dovremmo imparare a mangiare spendendo magari un po’ di più, ma cercando i prodotti che davvero meritano di essere acquistati.

Santa fame
Chi fa la dieta deve imparare a considerare la fame come elemento positivo da accogliere con favore, pensando che finalmente il nostro organismo può eliminare il grasso depositato!
Prendiamo un post-it da appendere sul frigorifero e scriviamoci sopra: “Ho fame: se non mangio, il mio organismo può bruciare i depositi ed io posso dimagrire!”

Niente obbiettivi, please.
Consiglio vivamente di non porsi obbiettivi: all’inizio non si incapperà in aberrazioni come quella di credere che una dieta sia fantastica perché si vede l’obbiettivo avvicinarsi come se avesse le rotelle; col passare del tempo non si rischierà di esaurire la carica iniziale osservando come le ruote si sia sgonfiate inevitabilmente dopo le prime settimane.
Niente obbiettivi, solo un tranquillo e sereno dimagrimento.

Pensare al mantenimento fin da subito
Conviene iniziare a pensare al mantenimento il più presto possibile perché potremmo avere qualche illuminazione tanto più utile quanto più precocemente applicata.
Pensare per tempo al mantenimento produce pertanto (almeno) due effetti: imparare come gestirlo al meglio ma anche convivere con l’idea che senza un buon mantenimento si rischia di avere fatto tutto per niente.
Non sia mai…

Con il corpo e con la mente
Corpo e mente hanno convissuto, se così si può dire, in perfetta armonia fino un centinaio di anni fa. Poi il corpo ha continuato ad essere uguale a prima (stesso DNA per intenderci) mentre la mente ha iniziato a ricalibrarsi ogni giorno in base alla realtà che ci circonda.
Non va bene, è contro natura: e come un vecchio costretto a ballare l’hip pop… in senso figurato, s’intende.

Maialini istruttivi
Cosa ci insegna la storia dei tre porcellini vista dal punto di osservazione del dietologo?
Che se si vuole che una cosa (come pure una casa, oppure una dieta) duri per sempre occorre che sia pensata fin dall’inizio come una cosa (come pure una casa, oppure una dieta) fatta per durare.
E anche che i maialini sono gustosissimi non solo per il lupo.

Ci mancavano i pacchi famiglia
Di tutte le trovate commerciali i pacchi famiglia rappresentano la peggior trappola perché prodotti per favorire i consumatori a consumarne di più.
Non ce ne rendiamo conto, ma più ce n’è più viene spontaneo credere che sia normale abbondare, prima nelle scorte, poi nelle porzioni e, infine, nei consumi.

Il proprio dovere
Di tutti i commenti ricevibili da studenti, verosimilmente il più detestabile era “Hai fatto il tuo dovere”.
Qualora, però, ce lo dicesse il nostro corpo, dopo averlo usato un po’ più brillantemente del solito, lo dovremmo intendere come un attestato di buon uso: abbiamo fatto, per l’appunto, il nostro dovere.

Correttezza e non ristrettezza
È che non riusciamo a focalizzare il concetto di dieta secondo il suo significato reale di stile di vita…
Quanta fatica in meno si farebbe e quanti successi in più se sapessimo sostituire il termine correttezza al termine ristrettezza.

Leggere, leggere, leggere
È più probabile che esistano i libri inutili che libri perfetti, tuttavia è divorandoli che possiamo cogliere un po’ ovunque qualche interessante nozione piuttosto che qualche utile suggerimento.
Leggere, leggere, leggere non è solo un consiglio: è quasi un mantra. Più si conosce di un argomento più verosimilmente si riesce a farlo proprio e più lo si fa proprio, maggiore saranno le probabilità di successo. Qui troviamo un po’ di consigli su cosa leggere.