Attenzione! Warning! Achtung! Attention!

I chili persi sono come le case in affitto: hanno un che di effimero, di evanescente.

Le statistiche sono impietose a riguardo e, purtroppo, l’esperienza insegna che non c’è molto da stare allegri una volta terminato il periodo di ascetismo parossistico tipico del periodo in cui si è caricati a palla per perseguire l’obbiettivo del peso ideale. In parole meno astruse: tempo due anni e più di quattro persone su cinque riprendono tutto il peso perso. A dirla tutta, non si limitano a riprendere il peso perso, ma riescono a metterne su un po’ di più. Che questa cosa non sia bella, è inutile dirlo. Altrettanto però non si può omettere di dire che sia quanto di più frequente ci sia nella pratica quotidiana di un dietologo.

Il punto è che non esiste al mondo una dieta in grado di fare il miracolo di cambiare il modo di una persona di approcciarsi al cibo, per cui una volta raggiunto il peso ottimale, se pian pianino si ricomincia a mangiare come prima, addio Ninetta. Come dire che se si dimentica di pagare l’affitto o si ritiene che non sia più necessario farlo, ci si trova sulla strada.

Lo so, è facile dirlo per uno che non deve stare lì a fare i conti con la necessità di prestare attenzione a tutto o quasi quello che si metta in bocca, però ammetterete che piuttosto che raccontarcela su, sia meglio parlarci chiaro fin dall’inizio. Altrimenti facciamo la fine dei tre porcellini… quale fine dei tre porcellini? Questa: http://www.antoniolice.it/i-tre-porcellini-e-la-dieta/. Anche qui si parla di case, anche se non in affitto ma di proprietà.

Quando si perde peso si dovrebbe attrezzarsi fin da subito per non riprenderlo, iniziando ad ammettere che il buon peso non lo si mantiene dando per scontato che, per il solo fatto di averlo raggiunto, non possa essere perso. Se la si pensa così si rischia di restare con un pugno di mosche.

Come con le case in affitto…