Sulle imprese di James Vicary, in giro per la rete, ci sono un bel po’ di cosette. Qui e qua e potete leggerne abbondantemente, per cui, a voi piacendo potremmo fare che ci diamo appuntamento di nuovo su questo post a breve, giusto il tempo di dare un’occhiata e capire di cosa si sta parlando.

Fatto? Benissimo.

Ora, sapete ciò che mi inquieta? Mi inquieta il fatto che il signor Vicary, una volta portato a termine il suo esperimento autopromozionale (dai, siete sempre in tempo di andare a leggere che tipo di esperimento…) sia stato assunto per svolgere tutt’altra serie di esperimenti per le società di grande distribuzione, effettuando studi all’avanguardia sul comportamento dei consumatori, attraverso l’utilizzo, allora sconosciuto, delle telecamere nascoste.

Piazzando cineprese un po’ ovunque, nei grandi supermercati, il super consulente è stato in grado di mettere a fuoco un grosso numero di abitudini fino allora mai valutate e che si sarebbero dimostrate importantissime per le scelte del marketing nell’immediato futuro.

É stato Vicary, per esempio, a studiare dove si posiziona, mediamente, lo sguardo delle massaie quando fanno la spesa, oppure quali sono le categorie che si rivolgono ai piccoli negozi di paese piuttosto che ai grandi magazzini.

Converrete con me che siamo dilettanti allo sbaraglio contro professionisti dell’inganno. Meglio sapere con chi abbiamo a che fare, non trovate?

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