Alimentazione in gravidanza: …e cosa no.

Alimentazione in gravidanza: …e cosa no.

Assolutamente da evitare in gravidanza

In linea di massima non sono molte le sostanze da bandire durante la gestazione, verso quelle che però vengono riconosciute come pericolose o quantomeno inopportune, la tolleranza dovrebbe essere minima.

Come ordine di principio vale la regola di non consumare nessun alimento di origine animale che non sia stato preventivamente cotto o trattato. Da evitare pertanto uova, carne, pesce e molluschi crudi.

Analogamente durante la gravidanza consumare solo latte e latticini pastorizzati o UHT. Non mangiare formaggi a pasta molle o semidura derivati da latte crudo o pastorizzato. Ammesso ed anzi consigliato lo yogurt, in quanto sicuro ed anche benefico.

Cibi che non possono essere cotti ma possono essere lavati devono essere puliti con grande attenzione.

Caffè e bevande contenenti caffeina devono essere assunti con estrema morigeratezza, potendo dare dipendenza, eccitazione ma soprattutto danni anche importanti.

L’ alcol da ultimo va prudenzialmente bandito potendo risultare tossico per la salute del cervello del feto.

Junk food

Da sempre sotto accusa per la loro pericolosità sulla salute, merendine, snack e tutti quei cibi di facile consumo (ma dalle dubbie qualità nutrizionali), hanno recentemente dimostrato la loro pericolosità anche sul feto, in caso di ripetuta assunzione da parte della mamma.

Prodotti pensando più alle vendite che alla salubrità, gli junk foods (alimenti spazzatura) sono costituiti da una miscela di grassi, zuccheri e sale, studiata ad hoc per generare dipendenza nei consumatori. La miscela vincente viene sperimentata in laboratorio e sottoposta al “giudizio” di cavie animali che mostrano il loro livello di apprezzamento mediante una ricerca più o meno spasmodica una volta avvertitane la presenza nelle loro vicinanze.

Essendo alimenti ricchi di lipidi, i bambini le cui madri eccedono nel loro consumo, presentano mediamente esagerati accumuli di grasso intorno agli organi interni, con aumentato rischio di sviluppare malattie metaboliche nel corso della vita. Per di più, sperimentalmente, si è notato che topolini nati da madri nutrite con junk food, pur limitando questa cattiva abitudine alimentare dopo lo svezzamento, mantengono livelli alti di colesterolo e trigliceridi, restano in sovrappeso e presentano valori di insulina fuori norma.

Oltretutto, si è osservato che il consumo di junk food da parte della futura mamma, ha una grossa influenza su ciò che il bambino deciderà di mangiare non solo una volta terminato lo svezzamento, ma anche nelle età più avanzate.

Il latte e i latticini

Durante la gravidanza il consumo di latte e latticini in genere rappresenta un ottimo sistema per garantire un corretto apporto di calcio.

Non tutte le mamme però sanno che esistono differenze tra i diversi tipi di latticini ma soprattutto tra le diverse modalità di trattamento del latte.

Per evitare di incorrere in rischi per la salute del feto occorre consumare solo latte e latticini pastorizzati o UHT, indipendentemente dal fatto che siano originati da mucca, capra o pecora, mentre andrà evitato il latte non pastorizzato, crudo e non trattato, di tutte le varietà.

Anche per i formaggi occorre prestare analoga attenzione, soprattutto in relazione al rischio di contrarre malattie infettive quali per esempio la listeriosi.

A meno pertanto che non facciano parte di piatti cotti, vanno evitati i cosiddetti formaggi a crosta bianca, quali brie, camembert e taleggio, i formaggi “Blu”, tipo gorgonzola e roquefort, e i formaggi non pastorizzati, ad esempio la fontina.

Assolutamente via libera allo yogurt, già di per se ricco di fermenti lattici, soprattutto se adattato alle esigenze di una futura mamma, attraverso il completamento con calcio e vitamina D.

Toxo

La toxoplasmosi, rappresenta una delle malattie più ricorrenti nei discorsi sulla salute delle future mamme che sono informatissime sulle attenzioni da prestare per evitare di subire il contagio e mettere così il proprio bambino in condizioni di subirne le conseguenze.

Ma siamo così sicuri di conoscerla davvero bene?

Tutto trae inizio dalle uova del microbo della toxoplasmosi potenzialmente presenti nelle feci del gatto, che rappresenta la principale fonte di questi parassiti. Fosse solo il gatto la possibile fonte della trasmissione di tali uova il problema non avrebbe sicuramente questa risonanza. Il problema, infatti, risiede nel fatto che le uova contenute nelle feci del gatto, se diffuse da vento e polvere, possono giungere nella verdura dei nostri orti e, se ingrite, nelle carni dei nostri animali da allevamento.

Per evitarla sono sufficienti poche e semplici misure, quali:

evitare di toccare gli animali domestici che vivono tra la casa e l’esterno;

evitare tutti gli insaccati, compresi quelli stagionati, perché la stagionatura non mette al riparo da eventuali infezioni. Uniche eccezioni: prosciutto cotto, mortadella, prosciutto di pollo o di tacchino e wurstel che prevedendo la cottura in corso di lavorazione possono essere assunti con tranquillità.

lavare non bene, ma benissimo frutta e verdura (magari lasciandola in immersione nell’amuchina per una notte intera, sciacquandola poi con cura).

Per il latte il problema è dovuto ad un altro microbo, la listeria, per la quale occorre evitare il latte fresco, consumandolo solo pastorizzato oppure sotto forme alternative, per esempio sotto forma di yogurt.

L’alcol danneggia il feto

Recenti ricerche sul rapporto tra consumo di alcolici in gravidanza e sicurezza nella loro assunzione hanno dimostrato che la classica tolleranza che si applica durante le altre fasi della vita sarebbe poco consigliabile in corso di gravidanza.

Lo studio ovviamente è stato effettuato su topi di laboratorio, ma i risultati non lascerebbero dubbi: assunto dalla madre e trasportato attraverso la placenta, che non sarebbe in grado di filtrarlo adeguatamente, l’alcol raggiungerebbe le cellule nervose impegnate a realizzare la rete di connessioni tipica del cervello e le danneggerebbe irreparabilmente.

in particolare si sarebbe notato che la percentuale di cellule danneggiate dall’abitudine all’assunzione di alcolici da parte dei topi salirebbe da un normale 1,5 % ad un impressionante 30%!

In considerazione del fatto che un buon 20 % delle donne persiste nell’abitudine di bere alcolici in gravidanza, le raccomandazioni alla messa al bando dell’alcol appaiono ben motivate.

In conclusione

Come in ogni ambito esiste la lista dei no e la lista dei sì, che si trova qui.

Qui, invece, ci sono le considerazioni in generale, mentre qui, da ultimo, tutto sull’allattamento.