A mal partito…

Premessa, che, come sempre, è bene leggere, nonostante essa sia più lunga di ciò che premette: questa pagina si chiama “A mal partito…” in riferimento alla diffusa convinzione che sia sufficiente reperire un programma alimentare qualsiasi, adattarlo al meglio alle proprie esigenze, seguirlo più o meno alla lettera (quasi che fosse una formula alchemica) per raggiungere infine il peso ideale.

Nella  realtà, pensare che un menù recuperato su internet possa, di colpo, cambiare ciò che si è stratificato in termini di cattive abitudini ed errate convinzioni lungo il corso di anni e anni di condizionamento alimentare, è quantomeno utopistico. A maggior ragione risulta essere pia illusione quella di poter perdere i chili superflui senza un’adeguata consapevolezza dei difetti della propria alimentazione, situazione tutt’altro che infrequente e assolutamente incompatibile con un cambiamento del proprio stile di vita. Questa situazione prelude, infatti, ad una contrattazione ed un patteggiamento interiore che non lascia presagire nulla di buono: “Come meno pasta? Io non posso mangiare meno pasta?”; “Perché ridurre il pane? E come si mangia la verdura senza il pane?”; “Limitare il formaggio? Per stancarsi, la bocca deve sapere di mucca” (versione edulcorata del più prosaico originale delle mie parti, dintorni di Monza, quindi bassa Brianza). In tutti questi casi, prima di cercare una dieta da seguire, sarebbe meglio convincersi dell’opportunità di cambiare stile di vita anziché la sola alimentazione.

Discorso diverso per tutti quei casi in cui, dopo adeguato periodo di pensamenti e ripensamenti, di letture e riletture di manuali e saggi sull’alimentazione (qui ce ne sono un po’ nel caso si volesse provvedere ad incrementare la propria cultura generale), si fosse maturata la seria convinzione della necessità di dare non solo una sforbiciata al proprio menù ma anche di accogliere favorevolmente i consigli del dietologo rivolti all’acquisizione di uno stile di vita complessivamente più salutare..

Ecco, pertanto, per quanti fossero nelle condizioni di non poter ricorrere ad un professionista “live” (condizione ovviamente più arricchente ma inequivocabilmente sotto altri aspetti impoverente), alcune indicazioni di massima su come creare il proprio “Programma alimentare”, con il caldo invito a leggere il più possibile sull’argomento e con la seguente nota d’accompagnamento: “non è la dieta che fa dimagrire, ma la consapevolezza della sua importanza”.

In definitiva, pur restando la scelta primaria per mettere a posto la propria alimentazione e per perdere un po’ dei chili in eccesso quella di ricorrere all’esperienza e alle conoscenze di un professionista, ecco una serie di indicazioni per quanti si trovassero in tal senso “a mal partito…”

Postilla alla premessa, che anche in questo caso se ne caldeggia la lettura: esistono numerose acquisizione scientifiche sull’opportunità di favorire certi cibi rispetto ad altri, consumarli combinati in un determinato modo anziché in un altro ed assumerli in determinati momenti rispetto ad altri. Ne derivano delle indicazioni ideali che andrebbero seguite con la dovuta attenzione nel limite del possibile; “a mal partito…” potremo attingere ad indicazioni pensate appositamente per favorire anche quanti, convintissimi delle proprie intenzioni e pieni di buona volontà, non fossero in condizioni di seguire un programma alimentare ideale.

Ecco pertanto, a seguire, le indicazioni di cui sopra, nella sincera speranza che possano aiutare a mettere ordine all’alimentazione senza dovere ricorrere a spese ulteriori. “A mal partito” si cercherà qualcuno in carne ed ossa a cui chiedere una mano.

Colazione

E’ uno dei momenti più importanti della giornata, quello in cui un buon rifornimento di calorie permette di raggiungere adeguatamente mezzogiorno, magari con l’aiuto di una pausa leggera in mattinata, senza rischiare, da una parte, di essere investiti da una fame insostenibile prima del pranzo e consentire all’organismo, dall’altra,  di non essere troppo “recettivo” nei confronti del cibo dopo la digestione. Pur essendo italiani, gelosi delle nostre prerogative in fatto di alimentazione, varrebbe la pena di prendere seriamente in considerazione le classiche colazioni continentali, quelle “salate” per intenderci: più proteiche e pertanto in grado di traghettarci più facilmente al pasto successivo. Qui se ne possono trovare una serie indicativa oltre che esaustiva. Visto e considerato che si sta parlando in generale, le misure servono solo per suggerire le proporzioni. Anche il fatto che ci sia una distinzione tra uomini e donne, non implica il fatto che queste possibilità vadano intese alla lettera.

Pranzo

Chi ha avuto modo, nel tempo, di leggere qualcosa di cronobiologia, dovrebbe avere introiettato il concetto che a pranzo vadano assunti i carboidrati, mente a cena sia preferibile mangiare le proteine. Il concetto è giusto, per cui, nel limite del possibile sarà utile prevedere quantomeno per cena un pasto a base di proteine, magari con un po’ di pane integrale e sicuramente con verdura ed eventualmente frutta, mentre per il pranzo si potrà soddisfare la propria voglia di carboidrati con una porzione “contenuta” di pasta o di qualche altro cereale, anche in questo caso possibilmente integrale, con l’aggiunta di una porzione “moderata” di secondo, rigidamente senza pane e con l’aggiunta, anche in questo caso, di verdura ed, eventualmente, di frutta.

A mal partito, ok per un primo, possibilmente integrale e quanto meno senza pane.

Alternativamente, per chi fosse costretto a portarsi il cibo da casa, potrebbe andare bene un “secondo veloce” con un po’ di pane integrale, sicuramente verdura ed eventualmente frutta, accettando il compromesso di un primo poco più che simbolico alla sera, sempre in compagnia di un secondo un pochino più consistente.

Qui sono reperibili soluzioni ideali mentre a questo indirizzo si possono ritrovare quelle adottabili “a mal patito…”

Cena

Visto quanto espresso in più parti su questo sito, ma anche un po’ dappertutto sulla rete, a cena sarebbe meglio privilegiare un secondo, accompagnato da un po’ di pane integrale, sempre un bel piatto di verdura ed eventualmente della frutta. Il motivo è legato al fatto che da sempre gli esseri viventi, almeno nella loro stragrande maggioranza, ivi incluso l’uomo, nella prima parte della giornata si procurano il cibo e nella seconda parte lo immagazzinano sotto forma di scorte all’interno del proprio corpo. Questo significa avere bisogno di grandi quantità di energia al mattino e a mezzogiorno e materiale per il rimaneggiamento dell’organismo alla sera. È proprio una questione ormonale, che si è stabilizzata in  milioni di anni di evoluzione, milioni d’anni in cui il ritmo di vita dell’uomo veniva scadenzato dai ritmi del sole e della natura e non dalle esigenze della produzione.

Nel caso in cui si fosse già pranzato con un secondo più un po’ di pane, una abbondante porzione di verdura e una porzione di frutta, nel caso in cui non la si fosse assunta come spuntino (repetita juvant:  una cosa, a forza di essere ripetuta, viene appresa), “a mal partito” per cena può essere accettabile una piccola porzione di primo accompagnata da un porzione un po’ più generosa di secondo, rigidamente senza pane, con un bel piatto di contorno ed eventualmente frutta.

Come per i primi qui si trovano le soluzioni ideali e qui quelle “a mal partito”

Spuntini

In caso di spuntini dovrebbe illuminarci il concetto che in passato (praticamente dall’ingresso del genere homo all’interno della storia) il concetto di merenda era limitato ad eventi occasionali per lo più di stampo sociale, un po’ perché agli albori dell’umanità i pasti erano meno codificati e più legati al reperimento del cibo, e un po’ perché solo negli anni ottanta ha iniziato a dilagare l’idea che si potesse “spezzare” mattina e pomeriggio con qualcosa di leggero. In realtà è a partire dagli anni sessanta che le mamme, complice una maggiore disponibilità economica, hanno iniziato a intravedere l’opportunità di favorire la crescita dei propri figli con un supporto calorico ulteriore. Il punto è che, come sempre, concesso il dito si è preso la mano e quanto previsto inizialmente per la crescita è stato codificato come una conquista definitiva: in pratica si sono aggiunti due pasti senza togliere nulla. Morale, giusto per sgombrare il campo da dubbi vari: anziché considerare queste pause come un modo intelligente di spalmare le calorie nell’arco della giornata, si è preso a considerarle come l’ennesima occasione per incamerare calorie, ovvero due pasti in più e non un frazionamento dei precedenti.

in termini pratici come dovremmo intendere quanto espresso? Che nel limite del possibile converrà non considerare gli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio come momenti in cui incamerare cibo non previsto in altri momenti del giorno, bensì come opportunità per non concentrare tutto il cibo in soli tre pranzi, bensì in cinque. Il jolly, in tal senso è rappresentato dalla frutta, che è ottima sia dal punto di vista delle sue proprietà vitaminiche e in termini di fibra, sia per il fatto di essere estremamente versatile e pertanto valida tanto ai pasti quanto come spuntini. In alternativa ottimo anche lo yogurt, mentre sarebbero da evitare tutti i prodotti industriali. Per chi seguisse le linee guida della dieta a zona, che consigliano ad ogni pasto il canonico rapporto tra carboidrati, proteine e grassi del 40, 30, 30 per cento qui è possibile trovare una serie di proposte di un centinaio di calorie circa, grosso modo le calorie di un frutto.

 

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